Taliesin è tradizionalmente considerato un poeta gallese vissuto intorno alla fine del VI secolo, attivo presso le corti dei sovrani brittonici del nord della Britannia. Alcune poesie a lui attribuite celebrano Urien di Rheged e suo figlio Owain, personaggi dell'epoca. L'esistenza di un nucleo poetico molto antico è ritenuta plausibile dagli studiosi, ma non possiamo attribuire con certezza a un singolo autore storico tutti i componimenti conservati sotto il suo nome.
Taliesin, il personaggio mitico compare in una leggenda attestata in epoca più tarda la Hanes Taliesin in cui Gwion Bach assaggia la pozione di Ceridwen, acquisisce una conoscenza prodigiosa e, dopo una serie di trasformazioni, rinasce come Taliesin. Qui Taliesin è un essere dotato di sapienza soprannaturale, capace di parlare da una prospettiva che supera i limiti dell'esperienza umana.
Graves considera le poesie attribuite a Taliesin e i racconti su Gwion come possibili frammenti di un'antica conoscenza religiosa. Cerca di ricostruire dietro di essi un sistema coerente di simboli, alberi, lettere, cicli lunari e culto della Dea.
Cerridwen, maga dotata di grandi poteri, preparò una pozione magica destinata a conferire sapienza e ispirazione profetica al figlio Afagddu. Affidò a un ragazzo, Gwion Bach, il compito di sorvegliarla per un anno e un giorno. Quando alcune gocce bollenti della pozione gli schizzarono sulle dita, Gwion le portò istintivamente alla bocca, acquisendo così tutta la conoscenza che il filtro conteneva.
Cerridwen, furiosa, si mise a inseguirlo. I due si trasformarono ripetutamente in animali:
Gwion diventa una lepre e Ceridwen un levriero;
Gwion si trasforma in pesce e Ceridwen in lontra;
Gwion diventa un uccello e Ceridwen un falco;
infine Gwion si trasforma in un chicco di grano e Ceridwen in una gallina nera, che lo inghiotte.
Rimasta incinta, Cerridwen diede alla luce il bambino e lo abbandonò in mare, chiuso in un sacco. Fu ritrovato da Elffin, che lo chiamò Taliesin, destinato a diventare un poeta di sapienza prodigiosa.
In La dea bianca, Robert Graves interpreta questa vicenda come un racconto iniziatico di morte e rinascita, legato all'acquisizione della conoscenza poetica e al potere della Dea. La sua lettura, tuttavia, è un'interpretazione simbolica moderna della leggenda gallese, non una dimostrazione del significato religioso originario del racconto.
Il punto da non perdere è che la storia gallese e l'interpretazione di Graves sono due cose diverse: la prima è una leggenda medievale dalle origini incerte; la seconda è il tentativo moderno di riconoscervi le tracce di un'antica religione poetica incentrata sulla Dea.
la storia può essere letta come una sequenza di morte, trasformazione e rinascita.

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