TALIESIN
Il primo testo è tratto dal poema gallese ** Angar Kyfyndawt **, conservato nel Libro di Taliesin. È distinto dal Cad Goddeu (La battaglia degli alberi), che contiene a sua volta immagini di trasformazioni e identità molteplici. Questo è solo uno dei testi simili attribuiti a Talliesin che parano di trasmigrazione della coscienza da corpo umano ad animale, vegetale, evento naturale, ecc...
Una seconda volta fui formato.
Sono stato un salmone azzurro,
sono stato un cane, un cervo,
un capriolo sulla montagna.
Sono stato un tronco, sono stato una vanga,
sono stato un'ascia nella mano;
sono stato un succhiello nelle tenaglie,
per un anno e mezzo.
Sono stato un gallo screziato di bianco,
tra le galline di Eiddyn.
Sono stato uno stallone sopra una mandria,
un toro impetuoso,
un cervo dal manto giallo,
mentre si nutriva.
Sono stato un chicco di grano
cresciuto sopra una collina.
Chi mi mieté mi depose
in un luogo dove venivo affumicato.
Una gallina mi accolse,
con gli artigli rossi e la cresta divisa.
Riposai nove notti
nel suo ventre, come un bambino.
Sono stato portato a maturazione,
sono stato morto, sono stato vivo.
Io sono Taliesin.
Tuán mac Cairill
Il racconto di Tuán mac Cairill è uno dei confronti più importanti. Ci è giunto in testi medievali irlandesi, sebbene la datazione delle diverse redazioni e dei motivi narrativi sia complessa.
Tuán racconta di aver attraversato lunghissimi periodi della storia d'Irlanda. Sopravvive a catastrofi e mutamenti assumendo forme differenti: cervo, cinghiale, aquila e salmone. Infine, dopo essere stato mangiato da una donna, rinasce in forma umana e conserva la memoria degli eventi passati.
Il parallelo con Taliesin è notevole: in entrambi i casi una voce poetica o narrativa attraversa forme animali e umane, mantenendo una continuità di memoria che supera la durata di una singola vita.
Tuán racconta la propria lunga esistenza a un uomo di Chiesa. La sua vicenda è inserita in una narrazione cristiana della storia d'Irlanda, ma la continuità della sua identità attraverso differenti corpi richiama in modo evidente la trasmigrazione. Gli studiosi hanno osservato che queste metamorfosi possono servire anche a dare autorità a un testimone capace di raccontare il passato remoto dell'isola.
Fintan mac Bóchra (Irlanda)
Fintan è un altro personaggio fondamentale della tradizione irlandese. Nelle narrazioni medievali sopravvive al Diluvio e diventa testimone della storia dell'isola attraverso le generazioni.
A differenza di Tuán, il suo tratto caratteristico è soprattutto la longevità prodigiosa e la memoria: Fintan attraversa le epoche e racconta ciò che ha visto. Alcune tradizioni lo collegano a forme animali, ma il suo caso non va ridotto a una semplice successione di reincarnazioni, come capita spesso nella mitologia medievale irlandese i testi non hanno una struttura razionale chiara, sembrano quasi dei sogni. In oltre questo testo può essere paragonato ad alcuni testi indiani che riguardano personaggi con vite prodigiose.
Tuán e Fintan appartengono a un insieme di racconti in cui la continuità dell'identità individuale consente di collegare un passato remoto alla società cristiana medievale. Gli studiosi hanno esaminato queste narrazioni proprio in relazione alla trasmigrazione dell'anima e alle trasformazioni del corpo
Étaín, la donna che attraversa più esistenze (Irlanda)
La storia di Étaín, narrata in Tochmarc Étaíne («Il corteggiamento di Étaín»), è particolarmente interessante perché combina metamorfosi, perdita dell'identità e rinascita.
Étaín viene trasformata in una pozza d'acqua, poi in un piccolo essere simile a una mosca; attraverso una serie di eventi viene inghiottita e rinasce come bambina umana. Cresce senza conoscere la propria origine, finché la vicenda la riconduce alla sua esistenza precedente. La storia è preziosa proprio perché mostra quanto fosse fluido, nella letteratura irlandese medievale, il confine narrativo tra metamorfosi, rinascita e continuità della persona.
I figli di Lir, trasformazione senza reincarnazione (Irlanda)
In Oidheadh Chlainne Lir («La sorte dei figli di Lir»), quattro fratelli vengono trasformati in cigni da una matrigna gelosa e rimangono in questa forma per lunghissimi periodi.
La loro identità e la loro coscienza persistono, ma non si reincarnano in altri esseri: continuano a essere le stesse persone sotto una forma animale. Quando la maledizione termina, recuperano l'aspetto umano, ormai vecchi, e muoiono dopo aver ricevuto il battesimo. La storia dimostra la sopravvivenza della coscienza in una forma animale che però non equivale alla trasmigrazione dell'anima. La storia è inoltre profondamente rielaborata dalla prospettiva cristiana medievale.
Il Mabinogion e le trasformazioni di esseri umani (Galles)
Nella letteratura gallese medievale troviamo numerose metamorfosi, anche se non sempre associate alla reincarnazione.
Un esempio è la storia di Blodeuwedd, nel quarto ramo del Mabinogi: creata magicamente dai fiori, tradisce il marito Lleu e viene trasformata in civetta come punizione. In questo caso la trasformazione è una conseguenza morale e magica delle sue azioni, non il passaggio di un'anima in un nuovo corpo.
Il confronto con Gwion Bach è utile: entrambi i racconti presentano corpi trasformabili e identità che attraversano forme differenti. Ma nel caso di Gwion il passaggio attraverso l'ingestione, la gestazione e la nascita aggiunge un motivo di rigenerazione che non troviamo necessariamente in ogni metamorfosi gallese.
IL CONFRONTO CON LA GRACIA ANTICA
Grecia: Empedocle e Pitagora, i paralleli più espliciti
Per il confronto con Taliesin, i testi greci restano particolarmente importanti perché parlano più chiaramente della trasmigrazione.
Empedocle, frammento B 117: il poeta-filosofo afferma di essere stato, in esistenze diverse, un ragazzo, una ragazza, un arbusto, un uccello e un pesce. Il passo è tradizionalmente associato alle Purificazioni.
Pitagora: fonti antiche gli attribuiscono la convinzione che l'anima possa passare da un corpo a un altro, anche animale. Una testimonianza di Senofane racconta ironicamente che Pitagora avrebbe riconosciuto in un cane l'anima di un amico.
Platone: nel Fedone, nel Fedro e nella Repubblica sviluppa concezioni della sopravvivenza dell'anima e delle sue successive incarnazioni, inserendole in una riflessione filosofica e morale.
La differenza fondamentale è che, per Empedocle, la trasmigrazione appartiene a una concezione religiosa e filosofica riconoscibile. Nei racconti irlandesi e gallesi, invece, troviamo soprattutto narrazioni di trasformazione, rinascita e memoria prodigiosa, il cui significato religioso è spesso più difficile da stabilire.
Substrato indoeuropeo
Un lavoro particolarmente pertinente è quello dell'indologo Daniele Maggi, dedicato ai paralleli tra il racconto indiano di Urvaśī e Purūravas, la saga irlandese di Étaín e il mito greco di Peleo e Teti. Maggi ipotizza che questi racconti possano discendere da un antico complesso narrativo indoeuropeo.
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