5) I simboli del sacro: vegetali e animali
I druidi sono indissolubilmente legati al legno, sia per tradizione che per definizione. Popolo dell'Europa settentrionale, i Celti eccellevano nella lavorazione del legno e del metallo, ma non usavano la pietra per costruire edifici, scolpire opere o incidere iscrizioni. I megaliti, contrariamente a quanto spesso si crede, non appartengono alla tradizione celtica e non sono simboli o monumenti druidici.
- La quercia, simbolo della scienza e della forza - fotografie di Yvon BoëlleL'albero primordiale menzionato in alcuni testi non appartiene a una specie specifica, ma spesso è un tasso, solitamente uno per ogni provincia o regno indipendente. L'albero simbolico più frequente dei druidi è tuttavia la quercia, il cui nome in gallese, derw, è stato erroneamente associato a quello del druido (derwydd), portando a credere che i druidi fossero “uomini della quercia.” In realtà, si tratta di un'analogia. In tutte le lingue celtiche, il termine per “scienza” è strettamente legato a quello per “legno” (ad esempio, il bretone gwez significa “albero” e gouiziek significa “sapiente”), il che riflette il legno come simbolo di conoscenza.
Alberi e piante della tradizione celtica
- Sorbo, nocciolo e nocciuolo: usati nella magia; i loro frutti conferiscono sapere e conoscenza.
- Melo: albero dell’Altro Mondo; i suoi frutti donano l’immortalità.
- Tasso: impiegato nella magia e nella fabbricazione di armi (scudi e aste di lance).
- Betulla e biancospino: utilizzati anch’essi nella magia.
Animali sacri nella tradizione celtica
- Porco e cinghiale: legati ai banchetti di Samhain, la festa che segna l’inizio dell’anno. Il cinghiale è simbolo della classe sacerdotale dei druidi e compare spesso come emblema apotropaico sulle insegne galliche. La sua carne si dice doni l’immortalità.
- Cigno e oca: messaggeri divini, cantano una musica dell’Altro Mondo. Molte figure femminili dell’Altro Mondo si manifestano inizialmente sotto forma di cigni, per poi assumere sembianze umane.
- Lupo: poco presente nella mitologia celtica, il suo nome è stato sostituito, nelle lingue celtiche, con quello del cane, un animale molto stimato dai Celti.
- Orso (etimologicamente legato al re Artù) e toro: simboli regali, insieme al cavallo, che compare ancora nel XII secolo in sacrifici legati all’intronizzazione dei re in Ulster.
Nota: Il combattimento degli arbusti (estratto da Kat Godeu)
Una delle riflessioni più grandi mai avvenute nel mondo fu ispirata dal diluvio, dalla crocifissione di Cristo e dal prossimo giorno del giudizio.
- Gli ontani furono i primi a schierarsi.
- Salici e sorbi giunsero tardi.
- I ribes spinosi e i nespoli vigorosi sconfissero ogni opposizione.
- I rosai si opposero a un esercito di giganti.
- I lamponi furono eletti miglior cibo per la sopravvivenza.
- Ligustro, caprifoglio e edera si intrecciarono insieme.
- I pioppi tremavano.
- I ciliegi si mostrarono audaci.
- La betulla, nonostante l'ambizione, si equipaggiò tardivamente, non per codardia, ma per grandezza.
- Il ginestrone pensava più agli stranieri che al coraggio.
- Il tasso stava in prima linea, come sede del combattimento.
- Il frassino fu molto rispettato davanti al potere reale.
- L'olmo, sebbene numeroso, non si spostò di un passo, cadendo in centro, alle estremità e alla fine.
- Il nocciolo fu stimato per la sua presenza in battaglia.
- Il ligustro ebbe un destino favorevole, essendo considerato il "toro del combattimento," il signore del mondo.
(Kat Godeu, poema gallese del IX secolo attribuito a Taliesin, Testi mitologici irlandesi I, p. 180)














